Sala delle Udienze
La Sala delle Udienze di Lucignano è uno degli ambienti più suggestivi del centro storico e fa parte del percorso del Museo Comunale, situato all’interno del quattrocentesco Palazzo Pretorio.

Le pareti e la volta della Sala dell’Albero conservano un interessante ciclo di affreschi di rilevante importanza per la storia politica e artistica di Lucignano.
Si tratta della Sala delle Udienze, il luogo dove anticamente i Priori di Lucignano amministravano la giustizia e gli affreschi che la decorano rappresentano personalità illustri del passato al duplice scopo di rendere omaggio alla grandezza degli Antichi e di fungere da monito ed esempio per gli uomini a cui, nel presente, era affidato il difficile compito di governare.
Gli affreschi, commissionati dai Priori che si avvicendarono in quegli anni di dominio senese, sono stati realizzati nel corso di oltre cinquanta anni: la data più antica riportata nelle iscrizioni è il 1438, l’ultima leggibile è il 1479. I personaggi sono tratti dalla Storia e dal mito antichi, romani e greci, e dalla Bibbia: troviamo re e imperatori (Cesare, Augusto, Costantino, Giustiniano), filosofi (Aristotele, Boezio), eroi biblici (Sansone, Giuditta, Giuda Maccabeo, Noè), personaggi del mito (Ercole e Giano), santi (San Paolo) e altri romani famosi (Pompeo, Camillo, Bruto, Metello, Muzio Scevola, Virgilio, Lucrezia, Catone Uticense).
Su tutti domina la Maestà di Agostino di Marsilio garante della giustizia bene amministrata e ben condotta, affiancata dai protettori di Lucignano: San Giovanni Battista, San Biagio, San Felice Papa, San Michele arcangelo, San Francesco e Sant’Agata. Gli affreschi presentano richiami evidenti a al ciclo dipinto da Taddeo di Bartolo nell’Anticappella del Palazzo Pubblico di Siena i primi del ‘400, quando sotto la spinta della cultura umanistica, si iniziò a decorare le sale dei Palazzi pubblici con esempi di “Buon Governo”. Un’ulteriore nota d’interesse di questo ciclo è la presenza di molte iscrizioni tratte dalla Divina Commedia: per la prima volta, gli eroi proposti ad esempio sono personaggi che per Dante incarnavano l’idea di giustizia e libertà.
San Francesco riceve le stimmate
La lunetta raffigurante San Francesco che riceve le stimmate è databile intorno al 1510-12, è riconducibile a Luca Signorelli (Cortona, 1445 ca.-1523). La scena è composta secondo i dettami della biografia di San Bonaventura: il Santo è inginocchiato davanti una parete di rocce, mentre le sue mani, i suoi piedi ed il petto sono trafitti da raggi dorati provenienti da una creatura apparsa nel cielo, metà Cristo e metà Serafino; all’estremità opposta si trova frate Leone, compagno di Francesco sulla Verna. La lunetta proviene come suggerisce il soggetto rappresentato, dalla Chiesa di San Francesco. A lungo si è ritenuto che la tavola fosse l’unica parte superstite dell’ armadio commissionato a Luca Signorelli per proteggere l’Albero d’oro, ma è stato dimostrato che si tratta piuttosto di una pala d’altare.
