Le Opere: Uno Scrigno d’Arte
Nel cuore del borgo medievale di Lucignano, all’interno dell’elegante Palazzo Pretorio, si trova il Museo Comunale, una tappa imperdibile per chi desidera scoprire la storia e il patrimonio artistico di questo angolo di Toscana.

Le sale del museo custodiscono una raffinata collezione di opere che raccontano la vita religiosa, civile e culturale del territorio tra Medioevo e Rinascimento. Dipinti su tavola, sculture lignee, oggetti sacri e arredi liturgici si susseguono in un percorso raccolto ma ricco di suggestioni.
Fiore all’occhiello del museo è l’Albero d’Oro ma oltre ad esso l'esposizione è composta da pregevoli opere di artisti come Luca Signorelli e Giacomo Pacchiarotto, e conserva importanti testimonianze della vita istituzionale del borgo, come antichi statuti e sigilli comunali.
Il Museo Comunale di Lucignano non è solo uno spazio espositivo, ma un luogo vivo in cui il passato dialoga con il presente, offrendo a ogni visitatore l’occasione di immergersi nella bellezza di una storia millenaria.
Crocifissione
L'icona raffigurante la Crocifissione è l'opera più antica conservata nel Museo di Lucignano. Si tratta di una tavola della seconda metà del Duecento, priva di paternità certa, sebbene studi recenti abbiano individuato l'ambito di provenienza nella scuola pittorica aretina, pur influenzata da maestranze senesi e umbre. Questa icona è scampata ad una tragica sorte per due volte nel corso del Novecento. Una prima volta, durante dei lavori precedenti all’allestimento del museo, venne scambiata per una tavola di legno qualsiasi e usata per impastare la calce. Fortunatamente qualcuno si accorse della pittura presente su un lato e immediatamente iniziò l'intervento di restauro. Nel 1979 è stata rubata insieme ad altri pezzi del museo e ritrovata l'anno seguente, priva di danneggiamenti.

Madonna in trono con bambino e donatrice
La Madonna in trono col Bambino di Niccolò e Francesco di Segna è una tavola trecentesca dalla forma cuspidata proveniente dalla Chiesa di san Francesco. Lo sfondo, che dobbiamo immaginare dorato, presenta delle punzonature lungo la cornice e intorno ai volti dei personaggi, a disegnare le aureole. In basso sulla destra, si trova la figura di una donna in preghiera raffigurata in dimensioni ridotte rispetto alla Madonna e al Bambino: si tratta della committente dell'opera. La scritta che corre alla base del trono ci svela l'identità della donna “Monna Muccia moglie che fu di Guerrino Ciantari”, una ricca e devota vedova, che donò questa tavola alla Chiesa di San Francesco.

Madonna in trono con Bambino, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista
Il trittico è opera di Bartolo di Fredi (1330-1410), un pittore attivo nella seconda metà del trecento, oltre che a Siena, a San Gimignano e a Montalcino. Il trittico di Lucignano è la parte centrale di un polittico comprendente cinque tavole, le cui parti esterne, oggi perdute, raffiguravano Santa Lucia e Santa Petronilla o S. Pietro Apostolo. Questo insieme era in origine posto su una predella, anch’essa a cinque scomparti, che oggi è conservata nella Pinacoteca di Siena.
Al centro è raffigurata la Madonna, seduta su un trono marmoreo, coperto da un drappo rosso ornato d’oro. Anche il bordo del manto blu e la veste rossa della Madonna sono impreziosite da ornamenti in oro. Il bambino in piedi sulle ginocchia della madre volge il suo sguardo verso gli occhi di lei nell’atteggiamento caratteristico delle madonne senesi mentre posa una mano sul bordo dello scollo.

Madonna in trono con Bambino, san Pietro e san Giovanni Battista
La tavoletta con la Madonna in trono fra san Pietro e san Giovanni Battista era originariamente parte di una tavoletta cuspidata composta, nella parte superiore dall'Annunciazione e, nella parte inferiore, da un'altra tavoletta di pari dimensioni con i Santi Caterina di Alessandria, Michele, Maria Maddalena e Francesco. È un’opera giovanile di Lippo Vanni, pittore e miniatore senese vissuto intorno alla metà Trecento, la cui opera più famosa è il ciclo di affreschi dell'Eremo di San Leonardo al Lago (SI). L’opera è stata commissionata da ser Pietro de' Vanni Cenni, a cui si deve anche l'ospedale di Sant'Anna, realizzato nel 1397 grazie al suo lascito testamentario.
